I progetti relativi alla “microspecializzazione”, più chiaramente definita “terza area”, nel biennio post qualifica degli Istituti Professionali, hanno l’obiettivo prioritario di completare ed accrescere la preparazione professionale dello studente, di offrire la possibilità di acquisire nuove conoscenze ed abilità, nella “costruzione” di una figura specifica, preparata per occupare e svolgere ruoli qualificanti, nell’ambiente di lavoro in cui sarà chiamato ad operare.
Tutti i corsi della “terza area” sono definiti “surrogatori” perché “l’Istituto Professionale, nell’esercizio delle proprie autonome competenze organizzative, amministrative e didattiche, nonché finanziarie, provvede a gestire direttamente anche le parti di competenza dell’intervento regionale, senza alterarne le caratteristiche e gli specifici obiettivi didattici” (D.M. 15/4/94 – All. C, corsi surrogatori).
Il corso surrogatorio si propone un itinerario finalizzato all’acquisizione di Professionalità di 2° livello, che intenda realizzare una mediazione di valenza nazionale e risponda a specifiche esigenze territoriali come si evidenzia dall’attuale necessità di mercato del lavoro tenuto conto anche di quanto viene prospettato, per il settore grafico dalle locali Associazioni Provinciali, attraverso strutture di conoscenza, rilevazione e progettazione formativa.
Si inserisce come “terza area” ed offre una specifica risposta curriculare, finalizzata alla formazione di una professionalità polivalente e flessibile riconosciuta specialmente a livello locale.
Il corso si articola in moduli che si riferiscono al raggiungimento di conoscenze dichiarative e procedurali, e in diversi periodi di attività di tirocinio. Il tutto per un ammontare complessivo di 674 ore, di cui 127 di lezioni teoriche e differenziato per classi 184 e 112 di stage, 50 per visite guidate da effettuarsi oltre che in uscite di lunga durata (1 giorno) anche e possibilmente in orari pomeridiani, e 12 per verifiche in itinere e finali.
Lo studente a fine corso dovrà essere in grado di operare con sufficiente abilità, di gestire un’applicazione professionale.
In particolare dovrà dimostrare di possedere, o di voler acquisire, durante il periodo di formazione:
Lo stage costituisce il punto fondamentale nella prospettiva didattica del Corso di professionalità, o terza area, perché offre l’opportunità, per l’alunno/a di entrare a contatto diretto con il mondo del lavoro, nel quale sarà chiamato, ad operare, nel futuro. E’ un’occasione concreta e diretta, per verificare l’efficacia degli insegnamenti, e per misurare le personali capacità di relazione e comunicazione.
Gli obiettivi e le finalità specifiche dell’attività di stage, si possono considerare secondo due prospettive, qualificanti e complementari:
Generali
L’utilizzazione delle discipline specifiche, studiate nell’area di professionalità, in funzione di uno stage, concepito come un periodo di tirocinio operativo, è rivolta, soprattutto, a perseguire obiettivi in ordine:
Particolari
In modo coerente agli obiettivi dei programmi scolastici svolti, ed alla tipologia propria di ogni indirizzo, lo stage è finalizzato alla:
La verifica e la valutazione rientrano nelle normali procedure adottate per l’attività didattica. Sono previste:
Verifiche "in itinere"
Sono prove oggettive, con un numero variabile di items. Possono essere presenti sia domande a scelta multipla, sia quesiti vero/falso, sia frasi a completamento. Nel caso si vogliano verificare conoscenze o abilità non rilevabili attraverso questo tipo di prove, sono ammesse proposte tipo “saggio breve” o altro, le quali, però, devono essere accompagnate da precise indicazioni per la correzione, in maniera tale da limitare la soggettività, nella valutazione. Tali indicazioni fanno parte integrante delle prove in oggetto.
Si propone di effettuare una prova con relativa valutazione alla fine di ogni ciclo; se, per conseguire gli obiettivi del corso, hanno lavorato in collaborazione più esperti, sono previste prove a carattere interdisciplinare, tante quanti sono gli insegnamenti coinvolti.
Verifica finale (per ogni ciclo)
Per la valutazione finale vengono predisposte prove, sia per la classe 4a, che per la classe 5a.
Le prove sono finalizzate a verificare il possesso delle competenze professionali individuate nella figura di riferimento, tipica del corso.
Gli obiettivi sono essenzialmente strutturati per verificare:
La verifica degli apprendimenti, scritta, orale, o pratica, rientra nella quotidiana prassi scolastica, ed è in atto anche per la terza area, quella di professionalità. La valutazione, in questa terza area, alla conclusione di ogni ciclo, viene però espressa con un giudizio, corrispondente, al criterio decimologico applicato, per tutte le discipline di insegnamento, nel modo che segue:
INSERIRE TABELLA PAG 71
La media della terza area deve comprendere, anche, l’attività di stage, valutabile da 0 a 1 punto, rapportato al giudizio conseguito e dettato dal Consiglio di classe, sulla base degli elementi raccolti nella relazione finale consegnata dal responsabile dello stage.
Questa la tabella di riferimento:
INSERIRE TABELLA PAG 71
I criteri di valutazione, in conformità all’O.M. n. 90 del 21 maggio 2001, seguono, fondamentalmente le indicazioni seguenti:
“Art. n. 29 – Valutazione nei corsi post – qualifica per i corsi surrogatori:
a) Soggetti preposti alla valutazione
Posto che gli interventi formativi nella terza area sono effettuati facendo ricorso essenzialmente a consulenti esterni alla scuola, la relativa valutazione è operato di concerto tra gli esperti esterni, il preside o un suo rappresentante e un docente della classe scelto tra i docenti dell’area di indirizzo.
b) Modalità della valutazione - Attestazione
Per l’area di professionalizzazione, la valutazione che, come in qualunque processo formativo, deve essere espressa, non può non assumere connotazioni particolari, data la specificità di tale area, in cui la formazione è diretta all’acquisizione di attitudini e atteggiamenti orientati all’inserimento nei vari ambiti di attività professionale e all’apprendimento di capacità operative riferite allo svolgimento di uno specifico ruolo lavorativo.
Pertanto la valutazione nella terza area deve essere intesa essenzialmente come constatazione delle suddette abilità operative e/o delle attitudini dimostrate dall’allievo, tali da far ritenere possibile un valido inserimento dell’allievo stesso nel ruolo lavorativo attinente alla specializzazione seguita o successivi interventi formativi di ulteriore professionalizzazione.
In sede di scrutini intermedi la valutazione consiste in una verifica del lavoro fatto nella prima parte dell’anno con riferimento al grado di apprendimento, alle abilità, attitudini e al comportamento dimostrati. In sede di scrutinio al termine del quarto e del quinto anno, la valutazione si esprime in un giudizio complessivo che tiene conto ugualmente del grado di apprendimento della abilità acquisite, del comportamento, delle attitudini con riferimento ai moduli realizzati nel corso dell’anno.
La valutazione relativa all’area di professionalizzazione ha rilevanza in relazione al rendimento conseguito sulla specifica area, è autonoma e distinta da quella formulata per le altre aree e non si esprime in un voto.
Nel caso di valutazione negativa sulla terza area, considerata la peculiarità dell’intervento formativo e il fatto che tale intervento si articola in un progetto biennale, non è possibile, al termine del quarto anno la riprovazione.
Il giudizio sulla terza area alla conclusione del biennio viene considerato come uno degli elementi di valutazione per l’attribuzione del credito scolastico.
Nell’ipotesi di giudizio favorevole sulla terza area e, invece, di esito negativo all’esame di Stato, poichè nell’anno successivo potrebbe essere modificato il tipo di specializzazione e non può costringersi l’alunno a seguire un corso diverso da quello precedentemente seguito, il giudizio favorevole viene considerato come un credito formativo utilizzabile dopo il conseguimento del diploma.
In tale caso il giovane può frequentare, a sua richiesta, i moduli della terza area, sena aver titolo a ulteriori crediti formativi legati a tale frequenza.
L’area di professionalizzazione è oggetto di apposita attestazione, da parte della scuola, del percorso formativo.
Al fine del rilascio dell’attestazione del percorso formativo della terza area può essere fatto svolgere, contemporaneamente o prima degli esami di Stato, una prova di esame con una commissione composta dal consiglio di classe, dagli esperti esterni e dai rappresentanti delle categorie produttive”.