Il piano di lavoro annuale, formulato da ogni docente, e verificato in sedute collegiali di dipartimento, fornisce opportunità formative adeguate alle esigenze e potenzialità degli studenti, e favorisce lo sviluppo di una vita sociale, culturale ed affettiva ricca e soddisfacente per mezzo di una didattica che si connota pertanto come flessibile.
Questo concetto di flessibilità viene ampiamente citato in tutta la normativa che riguarda l’autonomia scolastica (D.P.R. 275/99), e rappresenta quell’insieme di azioni scelte e deliberate collegialmente che consentono di allontanarsi da un’offerta formativa uniforme, statica e pre – determinata.
La programmazione disciplinare è pianificata in modo da favorire l’acquisizione, oltre che di conoscenze ed abilità, anche di competenze, al fine di trasformare gli alunni in individui che non solo sappiano, ma sappiano soprattutto essere. La scuola fornisce, infatti, l’insieme di quei fattori personali che riguardano l’immagine di sé e la disponibilità del soggetto ad interagire socialmente. Viene promossa da parte dei docenti l’abilità meta-cognitiva, affinché la consapevolezza del proprio stile cognitivo e la conoscenza dei processi mentali aiutino gli studenti e li facilitino nel processo stesso di apprendimento.
L’approccio didattico utilizzato in classe dai docenti è prevalentemente comunicativo e umanisticoaffettivo, che conferisce centralità agli studenti e trasforma gli insegnanti stessi in guide e facilitatori, piuttosto che unici detentori del sapere. L’educatore è colui che accompagna lo studente nel percorso di definizione di se stesso, è uno spettatore che ne asseconda le esigenze e le propensioni. Il discente non assorbe passivamente conoscenze che gli giungono dall’esterno, ma porta al di fuori di sé la propria razionalità, esprime la propria natura.
Si crea un’atmosfera rilassante, nella quale il filtro affettivo sia ridotto quanto più possibile, e si coinvolgono attivamente gli studenti nelle diverse attività proposte, attraverso l’adozione di strategie di insegnamento diversificate, che corrispondano ai diversi stili cognitivi.
Nella pianificazione del curricolo si definisce il repertorio di competenze da attivare relativamente alla complessità della persona, le esigenze professionali, le condizioni di lavoro, gli obiettivi da raggiungere, gli esiti formativi da garantire, le metodologie operative, i tempi di lavoro, il monitoraggio e le verifiche.
Tra le più importanti metodologie di insegnamento adottate si evidenziano ad esempio il brainstorming o il problem solving, tecniche che favoriscono il confronto e lo scambio tra pari, e fanno emergere le conoscenze possedute dagli studenti in merito a ipotesi da percorrere per il reperimento di informazioni necessarie a colmare i vuoti di conoscenza.
Si predilige una programmazione per Unità di Apprendimento, piuttosto che per unità didattiche, in prospettiva di insegnamento che presuppone l’integrazione tra le diverse discipline, con un taglio costruttivo che segue un percorso né predefinito né lineare, ma partecipato e flessibile. Gli obiettivi si sviluppano sulla base dei bisogni emergenti nel contesto didattico. Essi valorizzano principalmente: l’autonomia progettuale, le strategie meta cognitive, l’apprendere in contesto, la costruzione negoziata del significato, la ricorsività poliprospettica, la cooperazione.
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| Religione | * | * | * | * | |||||||||
| Italiano | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | |||
| Storia | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | |||
| Matematica | * | * | * | * | * | * | * | * | * | ||||
| Educazione fisica | * | * | * | * | * | * | |||||||
| Inglese | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | |||
| Diritto ed Economia | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | ||
| Economia aziendale | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | ||
| Informatica | * | * | * | * | * | * | * | * | |||||
| Psicologia gen. ed app. | * | * | * | * | * | * | * | * | * | ||||
| Cultura medico-sanitaria | * | * | * | * | * | * | * | ||||||
| Anat. - Igiene - Fisiologia | * | * | * | * | * | ||||||||
| Tecnica amministrativa | * | * | * | * | * | * | * | * | * | ||||
| Storia dell'arte | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | |||
| Tecnica fotografica | * | * | * | * | * | * | |||||||
| Pianificazione pubbl. | * | * | * | * | * | * | * | * | |||||
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| Psicologia della com. | * | * | * | * | * | * | * | * | * | * | |||
| Mezzi di comunicazione delle informazione | Insegnanti | lezione | |
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| Biblioteca | libri e saggi | ||
| Mezzi di laboratorio | strumenti | personal computer | |
| infrastrutture | postazione di lavoro | ||
L’Istituto “Casa degli Angeli” accoglie le domande di iscrizione di ogni alunno che ne abbia i requisiti richiesti, e sia disposto ad accettare il Piano dell’Offerta Formativa, il Regolamento e il Patto di Corresponsabilità nella loro integrità, gli garantisce il rispetto dei diritti e delle libertà sancite dalla Costituzione e richiede, per la natura stessa della sua impostazione, la frequenza alle lezioni di Religione Cattolica.
L’Istituto predispone una programmazione educativa e didattica attenta e corrispondente ai diversi, reali bisogni che emergono dagli studenti, orientandoli allo sviluppo armonico della personalità. Tiene altresì conto dell’evoluzione del sistema educativo, delle innovazioni didattiche e dell’assordante e contraddittorio contesto sociale, in cui vivono i giovani del nostro tempo, dominato dai mezzi di comunicazione di massa e dalla rivoluzione informatica.
Per raggiungere gli obiettivi educativi e didattici, tra la scuola e i suoi utenti si deve instaurare un rapporto formativo, armonico e nel rispetto di regole precise, che impegnino reciprocamente, con le diverse funzioni di competenza, i protagonisti del rapporto educativo.
La Scuola incarica i docenti, in modo adeguato alle situazioni, ad accompagnare l’itinerario formativo degli alunni, in particolare di quelli che incontrano difficoltà, per aiutarne il superamento, prevedendo l’insuccesso e la tentazione dell’abbandono scolastico: la strategia degli interventi didattici ed educativi è definita dal Collegio Docenti, è attuata dopo un attento studio “in situazione”, da parte dei “Consigli di Classe” e, per prevenire la dispersione scolastica, si parte sempre da un lavoro di rimotivazione culturale degli studenti.
Vengono messe a disposizione tutte le fondamentali strategie educative per il recupero e il sostegno degli studenti in difficoltà.
Attività di recupero
I corsi di recupero si svolgono sistematicamente dalla metà del 1° quadrimestre e la motivazione allo studio è sicuramente il fattore non trascurabile e sempre presente nell’attività didattica.
Ogni progetto di intervento applica, sia nella fase di individualizzazione, che in quella di esecuzione, i criteri studiati collegialmente, ma adattati, misurati sulle situazioni concrete, sia nella fase progettuale che operativa. Sono tenute presenti le indicazioni della C.M. n. 492 del 7 agosto 1996, che riguardano l’organizzazione degli IDEI. Questi interventi assumono, normalmente, la forma del vero e proprio corso di recupero, organizzato in orario extracurricolare, per gli studenti i cui risultati evidenzieranno carenze gravi, ed in “itinere”, sempre per segnalazione del docente della materia, quando il profitto, pur essendo carente, non necessita di particolari interventi esterni o supplementari, ed il recupero può essere facilmente guidato dall’insegnante stesso, che conosce bene le situazioni del proprio alunno, ed è, perciò, in grado di costruirgli una programmazione adeguata, di verificarla e documentarla, ricorrendo a strategie efficaci ad interventi diretti e personalizzati dei quali si rende garante. Può anche succedere che il quadro generale del profitto dello studente, per i più vari e imprevedibili motivi, risulti decisamente negativo. In questo caso, dopo aver valutato tutte le reali possibilità di recupero, considerato il fatto che anche le demotivazioni e la negligenza sono sintomi di un disagio che deve essere aiutato, il Consiglio di classe decide un intervento che potrà essere diversificato nel modo che segue:
La figura del tutor: prospettive didattiche per prevenire ed arginare la dispersione scolastica
Allo scopo di evitare il pericolo dell’abbandono scolastico, di prevenire, sostenere il disagio di soggetti fragili, di dare risposte adeguate a chi fa più fatica, e deve essere maggiormente aiutato nel suo cammino di crescita o sorretto, per realizzare un personale progetto di vita, risulta essere indispensabile, specialmente all’interno delle prime classi, la figura di un adulto, che si ponga, con compiti di mediazione, tra i docenti e la classe, di cui costituisce a pieno titolo, il “tutor”. Il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quello di secondo grado presenta, sempre, perplessità ed incognite, difficili da prevedere e il tutor è come l’occhio vigile di chi è attento ai molteplici, differenziati bisogni di un gruppo, per sollecitare l’integrazione, stimolare l’attività di tutti i membri, ed assolvere compiti rivolti all’intera classe.
Le attività di tutorato e di recupero sono momenti connaturati alla normale azione didattica, e finalizzate al raggiungimento, da parte di tutta la classe, degli obiettivi fissati dai Programmi Ministeriali. Esse sono da considerarsi risposte concrete a bisogni reali, per questo motivo devono essere rapportate alle problematiche del gruppo specifico a cui sono destinate, sia nei tempi, sia nella durata.
L’attività di tutorato entra comunque in azione già all’inizio dell’anno scolastico, là dove si individuano difficoltà nella comprensione e nell’apprendimento, oppure fragilità nell’applicazione e nello studio. Il criterio preferenziale che ordina tali interventi non è certamente di natura burocratica o formale, ma è quello della prevenzione e del sostegno, tempestivo, radicale.
L’azione di tutorato, si presenta come una strategia didattica-metodologica, idonea a sostenere la fragilità conoscitiva di molti giovani di oggi, così da facilitare la conoscenza, e l’apprendimento, necessari per acquisire competenze comunicative-relazionali che, nella quotidiana prassi scolastica possono garantire, alla fine di un percorso formativo, una seria preparazione, in funzione di quella futura attività di lavoro a cui l’indirizzo scelto dagli alunni orienta.
Il delicato e prezioso compito del tutor, è affidato ad insegnanti educatori, che sappiano lavorare in compresenza e collaborazione con tutti i colleghi, docenti di classe.
In questo ultimo caso, il tutor mantiene rapporti con le realtà produttive e professionali esterne, che accolgono gli studenti dei vari indirizzi, durante tutto il periodo di stage.
Nelle classi quinte, inoltre, ogni docente diventa tutor di un piccolo gruppo di studenti e si assume l’impegno di seguire i propri ragazzi, di consigliarli e guidarli nella preparazione e nella stesura della tesina da portare all’Esame di Stato.
Inoltre, poichè sembra un dato abbastanza certo che nella scuola la presenza di ragazzi con problemi comportamentali sia sempre in aumento e poichè il benessere emotivo degli alunni è una delle tematiche maggiormente considerate nell’ambito di progetti finalizzati alla prevenzione del disagio e della dispersione scolastica, tutti gli anni viene attivato uno sportello d’ascolto, affidato ad un esperto del settore, uno psicologo, quindi, che si assume l’impegno di ascoltare e seguire i ragazzi con interventi individualizzati e con finalità di supporto psicologico, nei momenti di particolare tensione o difficoltà.
Progetti ed interventi rivolti agli studenti diversamente abili, o in situazioni di difficoltà
Il Piano dell’Offerta Formativa, dell’Istituto “Casa degli Angeli” delinea uno spazio riservato agli studenti che si presentano con problemi più o meno gravi di disagio, per i quali la scuola deve giustamente investire forze più qualificate e preparate ad agevolare il loro inserimento nella scuola, e nella vita.
Al docente al quale viene affidato l’incarico di educatore/sostegno, pur non godendo di una oculata autonomia organizzativa, che investe il modo dell’intervento, il tempo ed il luogo, in classe, o individualmente, fuori dalla classe, è richiesto, che la propria attività, diretta ad agire su uno o più dei soggetti a lui affidati, si distingua nel:
Integrazione multietnica
Nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, uno degli obiettivi prioritari, è quello di educare alla convivenza democratica, alla tolleranza, al rispetto delle realtà sociali e civili, delle culture diverse, e l’apertura solidale al più vasto ambito nazionale, europeo e mondiale.
Per tale motivo, da sempre, l’Istituto accoglie ed educa anche alunni proveniente da più lontane e diverse aree geografiche, europee ed extraeuropee. Il fenomeno, contenuto nel numero, solo qualche anno fa, è divenuto, in questi ultimi tempi molto più consistente, destinato a crescere, e problematico per diverse ragioni.
Allo stato attuale delle cose si registra la presenza di alunni provenienti da ogni continente, distribuiti in tutte le classi, ed il cui inserimento risulta, talvolta, ostacolato o difficile, a motivo di incomprensioni che derivano, anche, dall’impossibilità concreta di comunicare, a motivo di un uso scorretto, incomprensibile della lingua italiana, parlata e scritta. Se si considera anche il fatto, che l’Istituto Professionale dovrebbe costruire, su una solida piattaforma culturale, una figura professionale, idonea ad inserirsi opportunamente nel mondo del lavoro, si può capire l’importanza che assume, sia per la scuola, che per la vita, l’uso corretto del linguaggio, e per tale ragione, la presenza costante di insegnanti mediatori culturali, che svolgano la funzione del tutor, si pongano accanto, ed accompagnino il processo formativo di ragazzi, talvolta figli di immigrati extracomunitari, i quali non possono trovare certo nella famiglia di origine, quel sostegno integrativo necessario a completare l’istruzione ricevuta a scuola, anzi, spesso, ed è comprensibile, in casa ritornano a parlare la lingua di origine, neutralizzando, nel vissuto, quanto hanno appreso a scuola. Questi ragazzi, non meno e non diversamente dai loro coetanei italiani, hanno bisogno di essere aiutati, perciò vengono affidati a docenti bilingue, qualificati perché mediante l’uso di strumenti didattici idonei, imparino una lingua a loro “straniera”, non come un optional, ma per la necessità, di comprendere la storia e la cultura del paese in cui vivono, per non sentirsi diversi o estranei, per riuscire a costruirsi una vita, a trovarsi un lavoro, per prepararsi ad esercitare, efficacemente, una professione. Il fatto, poi, che sia diverso il paese di origine e la provenienza di questi alunni, alcuni arrivati qui, anche con la procedura dell’adozione internazionale, non permette un progetto uniforme o applicato all’intero gruppo, ma esige un’articolazione varia, studiata in situazione, adattata e tale da rendere necessario un insegnamento individualizzato, diretto, personale. Ogni strategia didattica e metodologica, perciò che possa, in qualche modo, facilitare la conoscenza, l’apprendimento, e permetta di acquistare le necessarie competenze comunicative, relazionali, è adottata dai docenti nella quotidiana prassi scolastica, in modo da garantire, alla fine di un percorso biennale di supporto, risultati accettabili nell’uso funzionale della lingua, sia nella produzione scritta, che orale. Tale conoscenza dovrà essere estesa, anche, all’area delle materie di indirizzo, in funzione della futura attività di lavoro. L’Istituto è in possesso dei requisiti che rendono concreta la validità della domanda.
La realizzazione di questi progetti qualifica l’Offerta Formativa dell’Istituto, e costituisce, in questo ambito, una risposta adeguata e pertinente della scuola alla sfida dell’intercultura.
Per verificare la situazione della classe e predisporre un’attività didattica mirata ai bisogni della classe viene effettuata una valutazione diagnostica attraverso test d’ingresso. E’ una valutazione di tipo iniziale adottata per rendersi conto del livello di conoscenze e competenze possedute dagli studenti che provengono da istituti differenti oppure da sezioni diverse del primo anno del biennio. Un sistema di verifica e valutazione è efficace dal punto di vista educativo, se promuove nello studente la capacità di autovalutazione; ciò diventa possibile nella misura in cui l’insegnante è trasparente nelle richieste e nella dichiarazione dei risultati attesi, ed i criteri di misurazione sono motivati, comunicati all’inizio delle prove stesse, insieme ai tempi di esecuzione.
Le verifiche seguono il percorso formativo dell’allievo. Esse consentono allo studente di valutare la propria preparazione e all’insegnante di verificare il raggiungimento degli obiettivi proposti, per adeguare di conseguente l’attività didattica.
A tal fine
La valutazione rappresenta un aspetto del “patto formativo” che esiste tra studente e docente e non si colloca alla fine di un percorso, ma lo accompagna nel suo sviluppo e ne controlla l’adeguatezza dei mezzi. Non ha lo scopo di classificare e selezionare continuamente gli studenti, ma quello di migliorare la qualità dell’insegnamento, delle strategie, delle tecniche e degli strumenti adottati, affinché tutti apprendano. La valutazione è una “storia” che “racconta cosa è accaduto”. Perché la valutazione sia rispettosa degli stili e dei processi di apprendimento dei singoli, occorre variare le prove di verifica, e confrontarsi costantemente, per una maggiore conoscenza dei tratti individuali degli alunni, al fine di una misurazione sempre più oggettiva delle loro prestazioni.
La normativa richiede che una corretta valutazione si fondi su un “numero congruo” di verifiche e che nell’iter formativo si accertino più abilità e competenze, ricorrendo a prove e strumenti diversi.
Ogni docente, consapevole che nessuna prova è per se stessa valida in assoluto, utilizza, in situazione, prove, in numero e tipologie diverse. La valutazione rappresenta un aspetto del “patto formativo” che esiste tra studenti e docenti. Per tale ragione, all’inizio dell’anno scolastico quando viene presentata la programmazione annuale, alle famiglie vengono esplicitati i criteri di valutazione. E’ rispettato il criterio “formativo” e “sommativo” del processo valutativo.
In sede di Consiglio di classe, i docenti verificano continuamente i risultati ottenuti, modificando o migliorando gli interventi, anche alla luce di possibili situazioni difficili e pregresse. Nell’ottica della “trasparenza”, ogni intervento è documentato sui registri generali della classe, e su quelli personali dei docenti. La preside comunica immediatamente ai genitori dell’interessato/a i termini del provvedimento, invitandoli a sottoscrivere la loro “presa d’atto”, a collaborare attivamente, nella logica di una indispensabile, insostituibile azione comune, a rischio di dovere, nell’ipotesi di inadempienza, rispondere personalmente dell’insuccesso scolastico del proprio figlio. Nel caso di insufficienze lievi, riferite, per lo più a materie orali, che dipendono solo dalla negligenza nello studio personale, ogni docente provvede a stimolare, a verificare continuamente, a programmare, nei modi e nel contenuto, un recupero esclusivamente in itinere, fino al raggiungimento della completa normalità nel profitto richiesto per poter seguire adeguatamente le lezioni.
La linea ed i termini della verifica, relativi ai criteri, sono esplicitati dagli “obiettivi trasversali”, definiti “in situazione” da ogni Consiglio di Classe, all’inizio dell’anno scolastico. Essi guidano, anche, le attività di sostegno e di recupero che sono momenti connaturati alla normale azione didattica, e finalizzate al raggiungimento, da parte di tutta la classe, degli obiettivi fissati dai Programmi Ministeriali. Esse sono da considerarsi risposte concrete ai bisogni reali, per questo motivo devono essere rapportate alle problematiche del gruppo specifico a cui sono destinate, sia nei tempi, sia nella durata.
La misurazione viene effettuata secondo una scala di voti che vanno dall’1 al 10. I criteri principali adottati per la valutazione prendono in considerazione la conoscenza dei contenuti presentati in classe, la loro comprensione ed applicazione, e la rielaborazione in modo personale ed autonomo. Inoltre vengono valutati l’impegno profuso, la partecipazione durante le lezioni, l’interesse per la disciplina la collaborazione con i compagni e i docenti, e la progressione, il miglioramento o peggioramento delle conoscenze e delle abilità riscontrati durante il percorso didattico.
Ciascun insegnante, si impegna a valutare in modo trasparente gli alunni mettendoli a conoscenza tempestivamente sui risultati dei processi di insegnamento-apprendimento.
Poiché la trasparenza è un diritto dell’utente, è presente un “libretto delle valutazioni”, che riporta tutti i voti assegnati allo studente nel momento della verifica. Si ritiene che esso sia un utile strumento di informazione e di contatto, scuola-famiglia, perché stimola l’impegno e favorisce un controllo continuo e preciso sullo studio personale.
Uno dei punti di riferimento generale per la valutazione, a motivo della oggettività e trasparenza, che tale giudizio richiede è la tassonomia di Bloom sull’esempio della quale sono articolate anche le tabelle che seguono adottate per le prove scritte ed orali.
| OBIETTIVI | LIVELLI | ESPLICITAZIONE LIVELLI |
|---|---|---|
| CONOSCENZA | 1 | Nessuna |
| 2 | Frammentaria e superficiale | |
| 3 | Completa ma non approfondita | |
| 4 | Completa e approfondita | |
| 5 | Completa, coordinata e ampliata | |
| COMPRENSIONE | 1 | Commette gravi errori |
| 2 | Commette errori anche nell'esecuzione di compiti semplici | |
| 3 | Non commette errori nell'esecuzione di compiti semplici | |
| 4 | Non commette errori nell'esecuzione di compiti complessi ma incorre in imprecisioni | |
| 5 | Non commette errori nè imprecisioni nell'esecuzione dei problemi | |
| APPLICAZIONE | 1 | Non riesce ad applicare le conoscenze in situazioni nuove |
| 2 | Sa applicare le conoscenze in compiti semplici ma commette errori | |
| 3 | Sa applicare le conoscenze in compiti semplici senza errori | |
| 4 | Sa applicare le conoscenze acquisite anche in compiti complessi ma con imprecisioni | |
| 5 | Applica le procedure e le conoscenze in problemi nuovi senza errori e imprecisioni | |
| ANALISI | 1 | Non è in grado di effettuare alcuna analisi |
| 2 | E’ in grado di effettuare analisi parziali | |
| 3 | Sa effettuare analisi complete ma non approfondite | |
| 4 | Analisi complete e approfondite ma con aiuto | |
| 5 | Padronanza delle capacità di cogliere gli elementi di un insieme e stabilire tra essi le relazioni | |
| ANALISI | 1 | Non è in grado di effettuare alcuna analisi |
| 2 | E’ in grado di effettuare analisi parziali | |
| 3 | Sa effettuare analisi complete ma non approfondite | |
| 4 | Analisi complete e approfondite ma con aiuto | |
| 5 | Padronanza delle capacità di cogliere gli elementi di un insieme e stabilire tra essi le relazioni | |
| SINTESI | 1 | Non sa sintetizzare le conoscenze acquisite |
| 2 | E’ in grado di effettuare una sintesi parziale e imprecisa | |
| 3 | Sa sintetizzare le conoscenze ma deve essere guidato | |
| 4 | Ha acquisito autonomia nella sintesi ma restano incertezze | |
| 5 | Sa organizzare in modo autonomo e completo le conoscenze e le procedure acquisite | |
| VALUTAZIONE | 1 | Non è capace di autonomia di giudizio anche se sollecitato |
| 2 | Se sollecitato e guidato è in grado di effettuare valutazioni non approfondite | |
| 3 | Se sollecitato e guidato è in grado di effettuare valutazioni approfondite | |
| 4 | E’ in grado di effettuare valutazioni autonome seppur parziali e non approfondite | |
| 5 | E’ capace di effettuare valutazioni autonome, complete e approfondite | |
| LEGENDA | 1 | 0 - 4 |
| 2 | 4 - 6 | |
| 3 | 6 - 7 | |
| 4 | 7 - 9 | |
| 5 | 9 - 10 | |
| OBIETTIVI | LIVELLI | ESPLICITAZIONE LIVELLI |
|---|---|---|
| CONOSCENZA DELL'ARGOMENTO | 1 | Pressochè nulla, scarsa |
| 2 | Frammentaria, superficiale, insufficiente | |
| 3 | Sufficiente, discreta | |
| 4 | Apprezzabile, buona | |
| 5 | Completa, coordinata, assimilata | |
| COMPRENSIONE DEI TERMINI DEL PROBLEMA | 1 | Non ha capito i termini del problema |
| 2 | Parziale, frammentaria, superficiale | |
| 3 | Ha compreso il problema ma è insicuro nell’esposizione | |
| 4 | Affronta e svolge l’argomento con discreta sicurezza | |
| 5 | Comprensione buona, completa e profonda del problema | |
| APPLICAZIONE | 1 | Nulla, scarsa |
| 2 | Frammentaria, superficiale, insufficiente | |
| 3 | Sufficiente, discreta | |
| 4 | Apprezzabile, buona | |
| 5 | Buona, profonda, ottima | |
| COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE | 1 | Nulla, scarsa |
| 2 | Superficiale, dispersiva, frammentaria | |
| 3 | Solo fondamentale o generale | |
| 4 | Documenta con informazioni specifiche e precise | |
| 5 | Conosce profondamente le problematiche e le sa documentare | |
| CORRETTEZZA ESPRESSIVA | 1 | Scarsa |
| 2 | Non pertinente, insufficiente, quasi sufficiente | |
| 3 | Pienamente sufficiente, discreta | |
| 4 | Specifica, precisa, buona | |
| 5 | Sa usare bene il linguaggio tecnico | |
| RIELABORAZIONE PERSONALE | 1 | Nulla |
| 2 | Non evidenza osservazioni personali e critiche | |
| 3 | Sufficienti considerazioni personali e critiche | |
| 4 | Discreta e buona capacità critica | |
| 5 | Profonde e documentate osservazioni critiche | |
| SINTESI | 1 | Non sa sintetizzare le conoscenze acquisite |
| 2 | E’ in grado di effettuare una sintesi parziale e imprecisa | |
| 3 | Sa sintetizzare le conoscenze ma deve essere guidato | |
| 4 | Ha acquisito autonomia nella sintesi ma restano incertezze | |
| 5 | Sa organizzare in modo autonomo e completo le conoscenze e le procedure acquisite | |
| LEGENDA | 1 | 0 - 4 |
| 2 | 4 - 6 | |
| 3 | 6 - 7 | |
| 4 | 7 - 9 | |
| 5 | 9 - 10 | |
| OBIETTIVI | LIVELLI | ESPLICITAZIONE LIVELLI |
|---|---|---|
| CONOSCENZA DEGLI ARGOMENTI | 1 | Pressochè nulla, scarsa |
| 2 | Frammentaria, superficiale, insufficiente | |
| 3 | Sufficiente, discreta | |
| 4 | Apprezzabile, buona | |
| 5 | Completa, coordinata, assimilata | |
| COMPRENSIONE DELLE PROBLEMATICHE | 1 | Nulla, scarsa |
| 2 | Parziale, dispersiva, superficiale | |
| 3 | Sufficiente a livello concettuale, esposizione insicura | |
| 4 | Buona, apprezzabile | |
| 5 | Completa, profonda, ottima | |
| APPLICAZIONE NELLO STUDIO | 1 | Scarsa, insufficiente |
| 2 | Superficiale, mnemonica, insufficiente | |
| 3 | Sufficiente, discreta | |
| 4 | Apprezzabile, buona | |
| 5 | Buona, profonda, ottima | |
| CAPACITA' DI ANALISI | 1 | Non sa analizzare problematiche e situazioni |
| 2 | Effettua analisi parziali e superficiali | |
| 3 | Sufficiente, discreta capacità di analisi | |
| 4 | Più che discrete, apprezzabili capacità di analisi | |
| 5 | Buone e autonome capacità di analisi | |
| CAPACITA' DI SINTESI | 1 | Non sa sintetizzare le conoscenze acquisite |
| 2 | Effettua sintesi parziali e imprecise | |
| 3 | Sufficiente, più che discreta capacità di sintesi | |
| 4 | Più che discrete, apprezzabili capacità di sintesi | |
| 5 | Buone e autonome capacità di sintesi | |
| LEGENDA | 1 | 0 - 4 |
| 2 | 4 - 6 | |
| 3 | 6 - 7 | |
| 4 | 7 - 9 | |
| 5 | 9 - 10 | |
Credito scolastico (art. 5 legge 10-12-97 n. 425)
Il nuovo esame di stato ha introdotto un sistema di valutazione a punti basato su debiti e crediti e calcolato sui risultati degli ultimi tre anni. Allo scrutinio finale della 3a classe e delle successive 4a e 5a il consiglio di classe attribuisce ad ogni alunno, un punteggio relativo all’andamento degli studi denominato credito scolastico. La somma dei punteggi ottenuti nei tre anni (il punteggio massimo raggiungibile è 25 punti) costituisce il credito scolastico che, nel caso dell’esame di maturità, si aggiunge ai punteggi riportati dai candidati nella prova scritta e orale. Nella nostra scuola si provvede all’attribuzione del credito scolastico al terzo anno, in sede di esame di qualifica. Il punteggio del credito esprime quindi la valutazione del grado di preparazione complessivo raggiunta da ciascun alunno, con riguardo al profitto e considerate la frequenza, l’interesse, l’impegno, la partecipazione alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi.
Non c’è attribuzione di credito per gli anni in cui l’alunno non consegue la promozione alla classe successiva.
In caso di sospensione del giudizio in una o più discipline, il consiglio di classe rimanda l’assegnazione del punteggio, alla sede dello scrutinio finale quando si accerta il superamento di superamento del debito formativo riscontrato, lo studente viene ammesso alla classe successiva.
inserire tabella pag 62
Credito formativo
Il credito formativo consiste in ogni qualificata esperienza, debitamente documentata, dalla quale derivino competenze coerenti con il tipo di corso. Le esperienze che danno luogo all’assegnazione dei crediti formativi sono acquisite, al di fuori della scuola di appartenenza, in ambiti e settori della società civile legati alla formazione della persona e alla crescita umana, civile e culturale, come quelli relativi in particolare alle attività culturali, artistiche e ricreative, alla formazione professionale, al lavoro, all’ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport. Le certificazioni comprovanti attività lavorative devono indicare l’ente a cui sono stati versati contributi di assistenza e previdenza, oppure le disposizioni normative che escludono l’obbligo dell’adempimento contributivo.